Don Ceder: una voce coraggiosa per i cristiani perseguitati nel Parlamento olandese

Il parlamentare olandese Don Ceder richiama regolarmente l'attenzione sulla persecuzione dei cristiani e sulla libertà religiosa.

Il parlamentare olandese Don Ceder si impegna a portare la persecuzione dei cristiani all’attenzione del Parlamento dei Paesi Bassi. Attraverso mozioni, interrogazioni e proposte politiche, sostiene la libertà religiosa, richiama l’attenzione sulle leggi sulla blasfemia in Pakistan e denuncia i rapimenti e le conversioni forzate delle ragazze appartenenti alle minoranze religiose.

La striscia bianca era una promessa: il Pakistan ha mantenuto la sua promessa alle minoranze religiose?

La striscia bianca della bandiera pakistana rappresenta le minoranze religiose del Paese.

La striscia bianca della bandiera pakistana rappresenta le minoranze religiose. Ma la promessa di pari cittadinanza è diventata realtà? Questo rapporto esamina le condizioni dei cristiani in Pakistan, tra discriminazione, violenza religiosa, disuguaglianze lavorative e difficoltà nell’istruzione, interrogandosi sul significato di quella promessa oggi.

Nessuna esecuzione giudiziaria per blasfemia, ma molti accusati sono stati uccisi

Immagine illustrativa dedicata alla violenza contro le persone accusate di blasfemia in Pakistan e all'importanza di proteggerle da aggressioni e linciaggi.

In Pakistan, nessuna persona condannata per blasfemia è stata giustiziata attraverso una sentenza giudiziaria, ma numerosi accusati sono stati uccisi da folle o aggressori. L’articolo esamina casi documentati, i rischi per le persone sotto custodia e gli sviluppi del 2026 nella prevenzione delle violenze legate alle accuse di blasfemia.

Dall’India britannica a Zia-ul-Haq: come le leggi sulla blasfemia in Pakistan sono diventate così severe

Immagine illustrativa dedicata all'evoluzione storica delle leggi sulla blasfemia in Pakistan, dalle disposizioni introdotte durante il periodo coloniale britannico alle modifiche del regime di Zia-ul-Haq.

La storia delle leggi sulla blasfemia in Pakistan affonda le proprie radici nell’India britannica. L’articolo ripercorre le origini coloniali, l’introduzione della Sezione 295-A nel 1927 e le modifiche apportate durante il regime di Zia-ul-Haq, spiegando come le Sezioni 295-B e 295-C abbiano contribuito a rendere più severo il quadro normativo.

Chi viene accusato di blasfemia in Pakistan? Musulmani, cristiani, indù e ahmadi

Immagine illustrativa dedicata alle persone di diverse comunità religiose coinvolte in accuse di blasfemia in Pakistan, tra cui musulmani, cristiani, ahmadi e indù.

Chi viene accusato di blasfemia in Pakistan? Le accuse coinvolgono musulmani, cristiani, ahmadi e indù. L’articolo esamina i casi delle diverse comunità religiose, spiega perché le minoranze possono essere particolarmente vulnerabili e sottolinea l’importanza di garantire a ogni persona il diritto a un processo equo.

Blasfemia digitale in Pakistan: quando post su Facebook, messaggi WhatsApp e screenshot diventano prove penali

Immagine illustrativa dedicata alle accuse di blasfemia digitale in Pakistan, dove messaggi WhatsApp, post sui social media e screenshot possono essere utilizzati nei procedimenti penali.

In Pakistan, le accuse di blasfemia coinvolgono sempre più spesso post su Facebook, messaggi WhatsApp e screenshot. Attraverso i casi di Junaid Hafeez e Taimoor Raza, l’articolo esamina i rischi delle prove digitali, la diffusione delle accuse online e l’importanza di verificare autenticità, provenienza e responsabilità dei contenuti.

Giudici sotto minaccia: è possibile giudicare i casi di blasfemia senza paura?

Immagine illustrativa dedicata ai giudici che affrontano minacce e intimidazioni durante i processi per blasfemia in Pakistan, mettendo a rischio l'indipendenza della magistratura.

In Pakistan, i giudici chiamati a decidere i casi di blasfemia possono affrontare intimidazioni, minacce e pressioni che compromettono l’indipendenza della magistratura. L’articolo esamina l’assassinio del giudice Arif Iqbal Bhatti, le difficoltà nel garantire processi equi e il ruolo delle corti d’appello nel correggere errori giudiziari.

Difendere un accusato può costare la vita: gli avvocati nei processi per blasfemia in Pakistan

Immagine illustrativa dedicata agli avvocati che difendono persone accusate di blasfemia in Pakistan e affrontano intimidazioni, minacce e rischi per la propria sicurezza.

In Pakistan, gli avvocati che difendono persone accusate di blasfemia possono diventare bersagli di intimidazioni, minacce e violenze. L’assassinio dell’avvocato Rashid Rehman nel 2014 mostra i pericoli affrontati dai difensori e le conseguenze per il diritto a un processo equo e a un’assistenza legale effettiva.

Malattia mentale, disabilità intellettiva e leggi sulla blasfemia in Pakistan

Immagine illustrativa dedicata alle persone con malattie mentali o disabilità intellettive che possono trovarsi coinvolte in procedimenti per blasfemia in Pakistan.

Le accuse di blasfemia in Pakistan sollevano gravi questioni quando coinvolgono persone con malattie mentali o disabilità intellettive. Attraverso il caso di Rimsha Masih, l’articolo esamina l’importanza dell’intenzionalità, della capacità di comprendere il procedimento giudiziario e delle valutazioni psichiatriche nella tutela degli imputati più vulnerabili.

Minori accusati di blasfemia in Pakistan

Immagine illustrativa dedicata ai minori accusati di blasfemia in Pakistan, che possono affrontare minacce, procedimenti giudiziari e gravi conseguenze per le loro famiglie.

In Pakistan, anche bambini e adolescenti possono essere accusati di blasfemia, affrontando procedimenti giudiziari, minacce e violenze. I casi di Salamat Masih, Rimsha Masih e di un bambino indù di otto anni mostrano le gravi conseguenze di queste accuse sui minori e sulle loro famiglie.